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Comunicazione dei redditi alle casse di previdenza: tutte le scadenze 2026

L'obbligo nasce dall'albo, non dalla partita IVA: le date ufficiali di 11 casse e i casi limite su cui si sbaglia

Pubblicato il 30/08/2026
9 min di lettura
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Il tuo cliente è iscritto all'albo ma non ha partita IVA: deve comunicare i redditi alla cassa di previdenza? Sì, quasi sempre. Cassa Forense lo scrive nero su bianco nelle note illustrative al Modello 5/2026: «Non sono ammesse deroghe all'obbligo di invio delle comunicazioni anche in caso di: mancanza di partita IVA, assenza di reddito professionale o di volume d'affari, assenza di dichiarazione al fisco». Se cercavi solo la data della tua cassa, la tabella completa è qui sotto. Ma se hai un dubbio su chi deve inviare la comunicazione — il collega senza partita IVA, il professionista a reddito zero, il medico dipendente con l'intramoenia — questo articolo esiste per rispondere esattamente a quello: sono i casi che le tabelle di scadenze non spiegano, e sono quelli su cui si sbaglia.

La regola che quasi tutti sbagliano: conta l'albo, non la partita IVA

L'errore più comune è trattare la comunicazione reddituale come un adempimento del professionista «attivo», cioè con partita IVA aperta. Per la maggioranza delle casse è il contrario: l'obbligo nasce dall'iscrizione all'albo, anche per un solo giorno nell'anno, e non dipende né dalla partita IVA né dal reddito. Vale per Cassa Forense, ENPACL, CIPAG, ENPAP, ENPAPI, ENPAV ed EPAP: l'avvocato iscritto che non ha mai fatturato deve il Modello 5 esattamente come il collega con lo studio avviato.

Tre casse fanno eccezione a questa impostazione, ciascuna a modo suo: Inarcassa aggancia l'iscrizione alla coppia albo + partita IVA (ma attenzione al caso dei «non iscritti», più sotto); il Modello D ENPAM riguarda solo chi ha prodotto redditi libero-professionali; la CNPADC lega l'iscrizione all'esercizio della professione. È per questo che una regola unica «manda la comunicazione se il cliente ha la partita IVA» produce due errori opposti: scadenze mancate sugli iscritti senza partita IVA, e scadenze inventate sui medici dipendenti.

Reddito zero: la comunicazione è dovuta lo stesso (con una sola eccezione)

Secondo equivoco: «quest'anno il cliente non ha prodotto reddito, non c'è nulla da comunicare». Quasi tutte le casse dicono l'opposto, con formule esplicite: Inarcassa vuole la dichiarazione «anche in caso di perdita del reddito professionale» (le perdite si indicano con valore zero), CIPAG la pretende «anche in presenza di redditi pari a zero o negativi» e perfino dai pensionati, ENPAV «anche nel caso di reddito pari a zero, negativo o inferiore al minimo», ENPAPI anche quando le dichiarazioni fiscali non sono state presentate.

L'unica vera eccezione è ENPAM: il Modello D non è dovuto da chi non ha prodotto redditi libero-professionali nell'anno. Il medico che ha solo lo stipendio da dipendente non lo presenta. La stessa Fondazione però consiglia di dichiarare comunque nei casi dubbi, per evitare contestazioni future — e il confine non è sottile come sembra: basta una sostituzione, una perizia, un corso pagato con ritenuta perché un reddito «libero-professionale» ci sia.

Le scadenze 2026, cassa per cassa

Date per la comunicazione dei redditi 2025. Ogni riga porta la fonte ufficiale accanto: per gli adempimenti con sanzioni è l'unico modo serio di pubblicare una tabella.

CassaProfessioneAdempimentoScadenza 2026Obbligo a reddito zero
EPAPAttuari, chimici, geologi, dott. agronomi e forestaliModello 2/2026 (epap.it)31 luglio — scaduta
ENPAMMedici e odontoiatriModello D/2026 (enpam.it)4 settembre (prorogata dal 31/07)No — dovuto solo con redditi libero-professionali
ENPAPIInfermieriModello UNI/2026 (enpapi.it)10 settembre
Cassa ForenseAvvocatiModello 5/2026 (cassaforense.it)30 settembre (procedura aperta dal 30/07)
CIPAGGeometriModello DF-RED 2026 (cassageometri.it)30 settembreSì — anche i pensionati
ENPACLConsulenti del lavoroComunicazione obbligatoria redditi (enpacl.it)30 settembre
INPGI — Gestione SeparataGiornalisti liberi professionistiComunicazione reddituale (inpgi.it)30 settembre
ENPAPPsicologiComunicazione redditi (enpap.it)1° ottobre
InarcassaIngegneri e architettiDichiarazione annuale redditi e volumi (inarcassa.it)2 novembre (il 31/10 è sabato)Sì — anche i «non iscritti» con partita IVA
ENPAVVeterinariModello 1/2026 (enpav.it)30 novembre
CNPADCDottori commercialistiServizio PCE 2026 (cnpadc.it)1° dicembre (servizio aperto dal 26/10)Sì — la guida PCE lo chiede perfino agli esonerati; reddito negativo = indicare zero
CNPRRagionieriComunicazione redditualeTermine da verificare sul sito della cassa
ENPABBiologiComunicazione redditualeTermine da verificare sul sito della cassa
ENPAIAPeriti agrari, agrotecniciComunicazione redditualeTermine da verificare sul sito della cassa

Per le ultime tre casse non abbiamo trovato un termine 2026 confermato da fonte ufficiale al momento della pubblicazione: piuttosto che stampare una data non verificata, indichiamo di controllare il sito dell'ente.

I cinque casi che generano errori

1. Il medico dipendente con l'intramoenia

Lo stipendio ospedaliero non c'entra con l'ENPAM: è assicurato all'INPS. Ma i compensi da attività intramoenia sono redditi libero-professionali e vanno nel Modello D. È il caso classico del «non devo nulla, sono dipendente» che si rivela falso: il medico ospedaliero con intramoenia presenta il Modello D — e ha diritto all'aliquota ridotta, se la chiede in tempo (vedi il box più sotto).

2. I «non iscritti» Inarcassa

L'ingegnere o architetto con partita IVA che non è iscritto a Inarcassa (perché coperto da altra previdenza, tipicamente come dipendente) non sparisce dal radar della cassa: deve comunque il contributo integrativo sul volume d'affari professionale e la dichiarazione annuale, da «non iscritto». È una delle sviste più frequenti negli studi che seguono tecnici con doppia posizione.

3. L'esonerato CNPADC che deve comunque l'integrativo

Il commercialista già coperto da altra previdenza obbligatoria può chiedere l'esonero dall'iscrizione alla Cassa (Regolamento Unitario, art. 3). Ma l'esonero non cancella tutto: il contributo integrativo resta dovuto, e con lui la comunicazione dei dati reddituali — la guida alla compilazione del PCE chiede espressamente di indicare il reddito netto professionale «anche da parte di coloro che sono esonerati dall'obbligo della iscrizione». Esonerato non significa estraneo.

4. Lo psicologo (o l'infermiere) dipendente non iscritto alla cassa

La comunicazione ENPAP ed ENPAPI riguarda gli iscritti: lo psicologo che lavora solo da dipendente e non si è mai iscritto all'ENPAP non deve nulla alla cassa. Il punto però va verificato, non presunto: basta una fattura occasionale con obbligo di iscrizione perché il quadro cambi. La domanda giusta in anagrafica non è «ha la partita IVA?» ma «è iscritto alla cassa?».

5. Il fisioterapista: albo sì, cassa no

Dal 2018 i fisioterapisti hanno l'albo, ma non hanno una cassa privata di categoria: la previdenza del libero professionista passa dalla Gestione Separata INPS. Quindi niente comunicazione reddituale a una cassa che non esiste — ma attenzione all'errore opposto: l'iscrizione alla Gestione Separata e i suoi acconti vanno comunque presidiati.

Non solo comunicazione: i versamenti collegati

La comunicazione reddituale non è un censimento statistico: è la base di calcolo dei conguagli. In diverse casse il termine della comunicazione coincide con un versamento — per gli avvocati, insieme al Modello 5 del 30 settembre si paga la prima rata in autoliquidazione; per i commercialisti la PCE determina le eccedenze da versare a dicembre e negli anni successivi. Sbagliare la comunicazione significa sbagliare i contributi, non solo una formalità.

⚠️ L'opzione ENPAM al 2%: si decide PRIMA del Modello D

Ospedalieri, specialisti ambulatoriali e specializzandi con redditi da intramoenia, corsisti di medicina generale e iscritti INPS possono chiedere l'aliquota ridotta della Quota B: 2% fino a 150.000 euro di reddito professionale, 1% oltre — contro l'aliquota intera. La domanda si presenta dall'area riservata ENPAM prima di compilare il Modello D; chi ha già inviato il modello può rimediare via PEC solo entro il 31 luglio dello stesso anno (fonte ENPAM). Tradotto: per il 2026 la finestra di recupero è chiusa — l'opzione va messa in agenda prima della dichiarazione, ogni anno. È l'unico punto di questa materia che, se dimenticato, costa percentuali intere di contributi non dovuti.

Chi non deve nulla (e perché)

Chiudiamo il perimetro, perché anche l'eccesso di zelo è un errore. I notai hanno un sistema proprio (repertorio mensile alla Cassa del Notariato): nessuna comunicazione reddituale annuale di questo tipo. I farmacisti versano all'ENPAF un contributo in misura fissa, che prescinde dal reddito: niente comunicazione reddituale (il dipendente può semmai chiedere la riduzione del contributo). Gli assistenti sociali e le professioni con albo ma senza cassa privata (come i fisioterapisti del caso 5) fanno capo alla Gestione Separata INPS, con le sue regole e nessun modello di cassa.

Undici scadenze diverse, un solo schedario

Il vero problema di questa materia non è nessuna delle singole regole: è che sono undici calendari diversi, con date che vanno da luglio a dicembre, proroghe decise a stagione inoltrata (ENPAM quest'anno) e obblighi che dipendono da come il cliente è iscritto, non da cosa fattura. Su uno schedario tenuto a mano è il terreno perfetto per l'omissione silenziosa. È esattamente il tipo di problema per cui abbiamo costruito StudioCloud: le scadenze delle casse entrano in agenda dal profilo previdenziale del cliente — la cassa in anagrafica, non la partita IVA — e le date sono verificate sulle fonti ufficiali, con controlli ripetuti durante l'anno.

Domande frequenti

Il professionista iscritto all'albo ma senza partita IVA deve inviare la comunicazione alla cassa?

Nella maggior parte delle casse sì: l'obbligo nasce dall'iscrizione all'albo. Cassa Forense lo dice espressamente: non hanno rilievo la mancanza di partita IVA, l'inesistenza di reddito, la mancata dichiarazione fiscale. Fanno eccezione le casse agganciate all'esercizio (ENPAM per il Modello D, Inarcassa per l'iscrizione, CNPADC).

Con reddito zero la comunicazione va inviata lo stesso?

Quasi ovunque sì, indicando zero: Forense, ENPACL, Inarcassa, CIPAG, ENPAP, ENPAPI, ENPAV ed EPAP lo scrivono esplicitamente. L'eccezione è ENPAM: senza redditi libero-professionali il Modello D non è dovuto.

Il professionista che lavora solo come dipendente deve qualcosa alla cassa?

Dipende dalla cassa e dall'iscrizione. Lo stipendio non è mai base imponibile della cassa professionale (è assicurato all'INPS). Ma l'iscritto all'albo può dovere comunque la comunicazione (Forense, ENPACL, CIPAG…) e, in alcune casse, contributi legati alla sola iscrizione. Il medico dipendente con intramoenia presenta il Modello D per quei redditi.

I pensionati devono ancora inviare la comunicazione?

In diverse casse sì, finché resta l'iscrizione: la CIPAG, ad esempio, richiede il Modello DF-RED anche ai pensionati. La cancellazione dall'albo, non il pensionamento, chiude di regola l'obbligo.


Articolo aggiornato al 30 agosto 2026, con verifica delle scadenze sulle fonti ufficiali delle casse citate, linkate accanto a ciascuna data. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza professionale sul caso specifico: regolamenti e termini possono cambiare, e i casi personali — doppie iscrizioni, esoneri, decorrenze — vanno valutati singolarmente.

Domande frequenti

Il professionista iscritto all'albo ma senza partita IVA deve inviare la comunicazione alla cassa?
Nella maggior parte delle casse sì: l'obbligo nasce dall'iscrizione all'albo, non dalla partita IVA. Cassa Forense lo dice espressamente nelle note illustrative al Modello 5/2026. Fanno eccezione le casse agganciate all'esercizio: ENPAM per il Modello D, Inarcassa, CNPADC.
Con reddito zero la comunicazione alla cassa va inviata lo stesso?
Quasi ovunque sì, indicando zero: Forense, ENPACL, Inarcassa, CIPAG, ENPAP, ENPAPI, ENPAV, EPAP e CNPADC lo prevedono esplicitamente. L'eccezione è ENPAM: senza redditi libero-professionali il Modello D non è dovuto.
Il professionista che lavora solo come dipendente deve qualcosa alla cassa?
Lo stipendio non è mai base imponibile della cassa professionale. Ma l'iscritto all'albo può dovere comunque la comunicazione reddituale e, in alcune casse, contributi legati alla sola iscrizione. Il medico dipendente con attività intramoenia presenta il Modello D per quei redditi.
I pensionati devono ancora inviare la comunicazione reddituale alla cassa?
In diverse casse sì, finché resta l'iscrizione: la CIPAG richiede il Modello DF-RED anche ai pensionati. È la cancellazione dall'albo, non il pensionamento, che di regola chiude l'obbligo.

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