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Rottamazione Quinquies 2026: Come Funziona, Chi Può Aderire e Come si Paga

La definizione agevolata delle cartelle 2026 spiegata in parole semplici: chi puo usarla, cosa si paga, le scadenze e cosa fare se salti una rata.

Pubblicato il 29/06/2026
13 min di lettura
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Rottamazione Quinquies 2026: Come Funziona, Chi Può Aderire e Come si Paga
Aggiornamento 29 giugno 2026 — la fase è cambiata

La finestra per aderire alla rottamazione-quinquies si è chiusa il 30 aprile 2026. Da fine giugno è iniziata la fase del pagamento: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso disponibili le "Comunicazioni delle somme dovute" (dal 23 giugno) e la prima rata, o l'intero importo, si paga entro il 31 luglio 2026. Questa guida spiega in parole semplici cosa fare adesso.

Se nelle ultime settimane hai ricevuto — nella tua area riservata o via PEC — una "Comunicazione delle somme dovute" dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, sei nel posto giusto. È il documento che ti dice quanto devi pagare con la rottamazione-quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla Legge di Bilancio 2026.

La rottamazione permette di chiudere vecchi debiti con il Fisco pagando solo il capitale — cioè l'imposta o il contributo non versato — e le spese di notifica, senza sanzioni, senza interessi e senza l'aggio di riscossione. Il risparmio, a seconda di com'è composta la cartella, può essere importante. Ma ci sono regole precise su chi può usarla, come e quando si paga, e cosa succede se si salta una scadenza. Vediamole una per una.

In 30 secondi
  • Cos'è: paghi solo capitale + spese di notifica. Niente sanzioni, interessi di mora e aggio.
  • Si poteva aderire entro il 30 aprile 2026: la finestra è chiusa, non si presentano più domande (per i debiti statali).
  • Adesso si paga: intero importo o 1ª rata entro il 31 luglio 2026 (per chi paga tutto in una volta c'è tolleranza fino al 5 agosto).
  • A rate: fino a 54 rate bimestrali in 9 anni, interessi al 3% annuo, rata minima 100 €.
  • Attento alle scadenze: saltare le rate sbagliate fa decadere tutto il beneficio.

Le date da ricordare nel 2026

Per chi ha aderito ai debiti statali, il 2026 ha tre sole scadenze di pagamento (più la coda di tolleranza di inizio agosto per chi salda tutto in una volta).

  • 23 giugno 2026Le Comunicazioni delle somme dovute sono disponibili nell'area riservata (per legge entro il 30 giugno).
  • 31 luglio 2026Scadenza dell'intero importo (unica soluzione) e della 1ª rata. È la data più importante.
  • 5 agosto 2026Ultimo giorno utile (5 giorni di tolleranza) solo per chi paga in unica soluzione.
  • 30 settembre 2026Scadenza della 2ª rata.
  • 30 novembre 2026Scadenza della 3ª rata. Le rate successive proseguono dal 2027.

Cos'è la rottamazione-quinquies e cosa si risparmia

La rottamazione-quinquies (il nome tecnico è definizione agevolata) è la quinta edizione di una misura ormai nota: consente di estinguere i debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione pagando in forma ridotta. È stata introdotta dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (la Legge di Bilancio 2026).

Il principio è semplice:

  • Paghi: il capitale (l'imposta o il contributo che non era stato versato) e le spese di notifica e di procedura esecutiva.
  • Non paghi: le sanzioni, gli interessi iscritti a ruolo, gli interessi di mora e l'aggio (il compenso della riscossione). Per i contributi INPS si tagliano anche le sanzioni civili.
Esempio

Su una cartella da 15.000 € composta da 9.000 € di capitale e 6.000 € tra sanzioni, interessi e aggio, con la rottamazione paghi i 9.000 € di capitale (più poche spese di notifica) e azzeri i 6.000 € di accessori. Il risparmio reale dipende sempre da quanto "pesano" sanzioni e interessi nella tua specifica cartella.

Posso ancora aderire alla rottamazione?

Per i debiti statali (cartelle dell'Agenzia delle Entrate, contributi INPS, multe delle Prefetture) la risposta, oggi, è no: la domanda di adesione andava presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente online, e quel termine è scaduto. Al momento non è prevista alcuna riapertura.

Questo significa che se non hai aderito entro aprile, questa guida ti serve soprattutto per capire come funziona e per non perdere le prossime occasioni. Se invece hai aderito, sei nella fase del pagamento: continua a leggere.

Una distinzione importante

I debiti verso il tuo Comune o Regione (per esempio l'IMU o le multe della polizia locale) seguono un calendario diverso e più avanti nel tempo: ne parliamo nella sezione Multe, IMU e cartelle del Comune.

È arrivata la "Comunicazione delle somme dovute": come leggerla

Chi ha aderito riceve dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione la Comunicazione delle somme dovute, disponibile nell'area riservata del sito (e inviata anche via PEC o posta a chi ha presentato domanda senza autenticazione). È il documento che mette nero su bianco quanto e quando pagare. Contiene:

  • l'esito della domanda (quali debiti sono "definibili" e quali no);
  • l'importo totale da pagare e l'importo di ogni singola rata, con la relativa data di scadenza;
  • i moduli di pagamento pagoPA già pronti (per le prime rate).

Sulla comunicazione può comparire una sigla che ne riassume l'esito: AT (accolta del tutto, c'è un importo da pagare), AP (accolta in parte), AD (tutto definibile ma nulla da pagare), AX (parte definibile e parte no), RI (rigetto, nessun debito definibile). Se non l'hai ancora vista, entra nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione con SPID, CIE o CNS.

Come si paga: tutto subito o a rate

Hai due strade, quella che hai indicato al momento della domanda.

Unica soluzione

Paghi l'intero importo entro il 31 luglio 2026. Per chi sceglie questa via c'è una tolleranza di 5 giorni: il pagamento è valido se effettuato entro il 5 agosto 2026.

A rate

Puoi diluire fino a un massimo di 54 rate bimestrali (una ogni due mesi) lungo 9 anni, con interessi al 3% annuo che decorrono dal 1° agosto 2026. Ogni rata non può essere inferiore a 100 €: se l'importo è basso, l'Agenzia riduce in automatico il numero di rate per rispettare questo minimo. Le scadenze del 2026 sono tre:

RataScadenza 2026
1ª rata31 luglio 2026
2ª rata30 settembre 2026
3ª rata30 novembre 2026

Dal 2027 le rate proseguono sei volte l'anno (31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre), fino all'ultima rata prevista per il 31 maggio 2035.

Si paga con i moduli pagoPA allegati alla comunicazione (in banca, alle Poste, in tabaccheria, da home banking o app), oppure online dal sito dell'Agenzia, con l'app EquiClick o attivando la domiciliazione bancaria — comoda proprio per non dimenticare le scadenze.

Cosa succede se salti una rata

È il punto più delicato. Se paghi in ritardo o salti le rate "sbagliate", perdi tutto il beneficio della rottamazione: il debito torna a essere dovuto per intero (con sanzioni e interessi), quanto già versato vale solo come acconto e riprendono le azioni di recupero. La regola, però, non è "un giorno di ritardo e sei fuori" in ogni caso. Funziona così:

  • Se paghi in unica soluzione: hai i 5 giorni di tolleranza (fino al 5 agosto 2026).
  • Se paghi a rate: puoi restare indietro di una sola rata senza decadere. Decadi quando salti la seconda rata (anche non consecutiva). Attenzione: sulle rate intermedie non ci sono i 5 giorni di tolleranza, quindi anche un solo giorno di ritardo "consuma" il tuo unico margine.
  • L'ultima rata del piano ha di nuovo i 5 giorni di tolleranza.
Esempio da non dimenticare

Salti la rata del 31 luglio: sei a una rata non pagata, ancora dentro. Se poi non paghi (o paghi in ritardo) anche quella del 30 settembre, arrivi a due rate scoperte: decadenza, e perdi lo sconto su tutto. Per questo, se hai flussi incerti, la domiciliazione bancaria è la scelta più sicura.

Quali cartelle rientrano (e quali no)

Rientrano i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Per "affidati" si intende la data in cui il debito è passato all'agente della riscossione, non la data della cartella. In concreto si tratta soprattutto di:

  • imposte da omesso versamento risultanti dalle dichiarazioni e dai controlli automatici e formali (i classici "avvisi bonari" poi finiti a ruolo) — non rientrano invece gli avvisi di accertamento;
  • contributi previdenziali INPS non versati (esclusi quelli da accertamento);
  • multe stradali statali (Prefetture), ma con una regola particolare — vedi sotto.

Restano fuori, perché non rientrano in queste categorie, voci come il recupero degli aiuti di Stato, le somme dovute alla UE, l'IVA all'importazione, le condanne della Corte dei conti e le sanzioni penali.

Multe, IMU e cartelle del Comune: i casi particolari

Multe stradali

Sulle multe la rottamazione non cancella la sanzione: abbatte solo gli interessi e l'aggio. In altre parole, l'importo della multa in sé resta dovuto; risparmi sulle maggiorazioni. Vale per le multe statali e, se il Comune ha aderito, anche per quelle della polizia locale.

IMU e altri tributi locali

I debiti verso Comuni e Regioni (come l'IMU, la TARI o le multe comunali) non sono inclusi in automatico. Ogni ente deve decidere con una delibera se applicare la rottamazione alle proprie entrate. Il calendario per i tributi locali è diverso e più avanti nel tempo: i Comuni hanno tempo per deliberare fino al 31 luglio 2026, e i cittadini potranno aderire (solo nei comuni che hanno deciso di partecipare) in una finestra prevista, allo stato attuale, tra ottobre e dicembre 2026, con i pagamenti che partiranno nel 2027.

Calendario locale in assestamento

Le date dei tributi locali sono state modificate a giugno 2026 e potrebbero essere ulteriormente precisate. Prima di muoverti, verifica sul sito del tuo Comune se ha deliberato e con quali termini, oppure sulla pagina dedicata dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Ero nella rottamazione-quater e sono decaduto: posso entrare?

Sì, ma a una condizione. Chi era nella rottamazione-quater (o nella sua riammissione) ed è decaduto entro il 30 settembre 2025 per rate non pagate può far rientrare quei debiti nella quinquies. Chi invece al 30 settembre 2025 era in regola con i pagamenti deve proseguire il vecchio piano: quei debiti non confluiscono nella nuova rottamazione.

Note di contesto

Questa guida riguarda la rottamazione-quinquies "statale" (debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione), che è la situazione della grande maggioranza dei contribuenti e quella con le scadenze attive in questi mesi. La definizione agevolata dei tributi locali segue invece un percorso separato, comune per comune, con tempi propri.

Da non confondere con un'altra misura dello stesso periodo: la proroga dei versamenti delle imposte (saldo e acconto) per i soggetti ISA e forfettari, che ha scadenze a luglio e agosto 2026 ma non c'entra con la rottamazione delle cartelle.

Fonti Ufficiali

Le informazioni di questa guida hanno carattere divulgativo e sono aggiornate al 29 giugno 2026. Le scadenze e le regole possono cambiare per effetto di nuovi provvedimenti; per la tua situazione specifica fa sempre fede la Comunicazione delle somme dovute ricevuta dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. In caso di dubbi rivolgiti a un professionista o agli sportelli dell'Agenzia.

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026.

Domande frequenti

Posso ancora aderire alla rottamazione quinquies 2026?
Per i debiti statali (cartelle dell'Agenzia delle Entrate, contributi INPS, multe delle Prefetture) no: la domanda andava presentata entro il 30 aprile 2026 e quel termine e scaduto. Al momento non e prevista alcuna riapertura. I debiti verso Comuni e Regioni seguono invece un calendario separato e piu avanti nel tempo, con adesione prevista tra ottobre e dicembre 2026 solo nei comuni che hanno deliberato.
Quando si paga la rottamazione quinquies?
Chi ha aderito paga l'intero importo in unica soluzione, oppure la prima rata, entro il 31 luglio 2026. Per chi salda tutto in una volta c'e una tolleranza di 5 giorni, quindi fino al 5 agosto 2026. Le altre due rate del 2026 scadono il 30 settembre e il 30 novembre. Dal 2027 le rate proseguono sei volte l'anno.
Quante rate si possono fare con la rottamazione quinquies?
Si puo pagare in un massimo di 54 rate bimestrali (una ogni due mesi) lungo 9 anni, con interessi al 3% annuo dal 1 agosto 2026. Ogni rata non puo essere inferiore a 100 euro: se l'importo e basso, l'Agenzia riduce in automatico il numero di rate per rispettare il minimo. L'ultima rata e prevista per il 31 maggio 2035.
Cosa succede se salto una rata della rottamazione?
Se paghi a rate puoi restare indietro di una sola rata senza decadere: perdi il beneficio quando salti la seconda rata, anche non consecutiva. Sulle rate intermedie non ci sono i 5 giorni di tolleranza, quindi anche un giorno di ritardo consuma il tuo unico margine. Con la decadenza il debito torna dovuto per intero con sanzioni e interessi, e quanto versato vale solo come acconto.
Cosa si paga e cosa si cancella con la rottamazione quinquies?
Si paga solo il capitale (l'imposta o il contributo non versato) e le spese di notifica e di procedura esecutiva. Si cancellano le sanzioni, gli interessi iscritti a ruolo, gli interessi di mora e l'aggio di riscossione. Per i contributi INPS si tagliano anche le sanzioni civili. Il risparmio dipende da quanto pesano sanzioni e interessi nella tua cartella.
Quali cartelle rientrano nella rottamazione quinquies?
Rientrano i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023: soprattutto imposte da omesso versamento risultanti da dichiarazioni e controlli automatici e formali (gli avvisi bonari finiti a ruolo), contributi INPS non versati e multe stradali statali. Non rientrano gli avvisi di accertamento, gli aiuti di Stato, l'IVA all'importazione e le condanne della Corte dei conti.
La rottamazione quinquies vale per le multe stradali?
Sulle multe la rottamazione non cancella la sanzione: abbatte solo gli interessi e l'aggio. L'importo della multa in se resta dovuto, mentre risparmi sulle maggiorazioni. Vale per le multe statali e, se il Comune ha aderito con apposita delibera, anche per quelle della polizia locale.
L'IMU e le cartelle del Comune rientrano nella rottamazione?
Non in automatico. I debiti verso Comuni e Regioni, come l'IMU, la TARI o le multe comunali, rientrano solo se l'ente decide di applicare la rottamazione con una delibera. Il calendario locale e diverso: i Comuni possono deliberare fino al 31 luglio 2026 e i cittadini potranno aderire, nei comuni partecipanti, in una finestra prevista tra ottobre e dicembre 2026, con pagamenti dal 2027.
Quando arriva la Comunicazione delle somme dovute?
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione invia la Comunicazione delle somme dovute entro il 30 giugno 2026; in pratica e disponibile nell'area riservata del sito dal 23 giugno 2026. Contiene l'esito della domanda, l'importo totale, l'importo e la scadenza di ogni rata e i moduli di pagamento pagoPA. Si consulta con SPID, CIE o CNS; chi ha fatto domanda senza autenticazione la riceve anche via PEC o posta.
Sono decaduto dalla rottamazione quater: posso entrare nella quinquies?
Si, se sei decaduto entro il 30 settembre 2025 per rate non pagate: quei debiti possono rientrare nella quinquies, purche siano tra quelli ammessi. Chi invece al 30 settembre 2025 era in regola con i pagamenti deve proseguire il vecchio piano della quater e quei debiti non confluiscono nella nuova rottamazione.

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